Camera,in discussione legge sul testamento biologico

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Il caso di Eluana Englaro e quello più recente di Dj Fabo sono noti a tutti: in Italia ,quando il nostro corpo viene colpito da malattie degenerative, le cui cure al momento sono ignote  alla scienza, non è possibile porre dignitosamente fine alla propria vita.

Lo scorso lunedì, in Camera si è discusso sul testamento biologico, (detto anche: testamento di vita, dichiarazione anticipata di trattamento) che stando alla definizione di Wikipedia è ” L’espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.” 

Il testamento biologico, presenta delle caratteristiche differenti dall’eutanasia: se in quest’ultima la vita viene interrotta dall’intervento di un medico, nel testamento biologico non è necessario alcun intervento medico, in quanto le cure sono stare rifiutate  a priori. 

Sebbene l’importanza della discussione, in Camera c’è stata una ridottissima presenza di deputati (solo 20). Numerose sono state le critiche, alle quali ha replicato la vicepresidente di Montecitorio Marina Sereni: “Chiunque conosca davvero l’attività della Camera – spiega – sa che tutte le discussioni generali, tutte anche quelle sui provvedimenti più significativi, coinvolgono un numero molto limitato di colleghi che, insieme ai relatori, hanno seguito il provvedimento in commissione e sono stati indicati dai gruppi per prendere la parola in quella fase. Il lavoro nascosto e delicatissimo, di cui molto raramente troviamo traccia sui giornali, è una parte essenziale dell’attività dei deputati” .

I dati Istat confermano l’importanza dell’argomento: su 12.877 suicidi in tre anni in 737 casi è certificata la presenza di malattie fisiche rilevanti. Atti estremi che non si sarebbero resi necessari se in Italia fosse legale il ricorso all’eutanasia. Un primo passo in avanti verso una fine più dignitosa per il malato sembra essere stato fatto con la proposta del testamento biologico.

Ecco il testo alla prova della Camera

Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che lo renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat, le disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie e trattamenti, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Queste le novità del testo, approvato il 2 marzo scorso in commissione Affari Sociali.

Consenso informato

La legge in esame stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Il consenso informato tra medico e paziente è espresso in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Il consenso informato può essere revocato anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, ivi incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali.

No a trattamenti fuorilegge

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Minori

Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dai genitori o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore.

DAT

Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Indica altresì una persona di sua fiducia (“fiduciario”) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne, capace di intendere e di volere. Il fiduciario può rinunciare alla nomina con atto scritto. L’incarico del fiduciario può essere revocato. Nel caso in cui le Dat non contengano l’indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace le Dat mantengono efficiacia in merito alle convinzioni e preferenze del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un fiduciario o investe di tali compiti l’amministratore di sostegno, ascoltando nel procedimento il coniuge o la parte dell’unione civile o, in mancanza, i figli, o, in mancanza, gli ascendenti.

DAT disattese in caso di nuove terapie

Il medico è tenuto al rispetto delle DAT le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Niente bollo e tasse sulle DAT

Le Dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata ma sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

DAT videoregistrate

Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le stesse modalità sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

Pianificazione condivisa delle cure

Rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Anche in questo caso può essere indicato un fiduciario. L’atto di pianificazione delle cure può essere sempre modificato su richiesta del paziente. 

 Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che lo renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat, le disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie e trattamenti, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Lo stabilisce il testo sul biotestamento che arriva oggi in aula alla Camera per la discussione generale. Queste le novità: CONSENSO INFORMATO Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

 
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Sonia Tondolo

Sonia Tondolo classe 1993, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “A.Casardi” di Barletta. Prosegue gli studi umanistici laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “A.Moro”. È appassionata di letteratura e giornalismo e sta proseguendo il suo percorso di studi specializzandosi in giornalismo e cultura editoriale.
Attualmente è redattrice di Barletta News e si occupa di attualità ed eventi cittadini.

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