Barletta, inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Donna fonte di vita”

Ieri sera alle ore 19.00 in una Barletta insolitamente piovosa, nella splendida cornice del Palazzo della Marra, è stata inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Donna fonte di vita”, patrocinata dal Comune di Barletta ed organizzata dall’associazione “Centro studi Barletta in rosa”.

40 artisti, donne e uomini, provenienti da tutte le parti della Puglia, hanno reso omaggio, ciascuno con il suo contributo, alla donna “che è capace di generare. Non necessariamente una madre, perché una donna non soltanto quando genera un figlio è donna che produce, perché nella quotidianità la donna dimostra di essere capace di dare vita a tante cose”.

La donna in guerra, la donna partigiana che ha dato la vita, la donna madre che abbraccia il suo bambino, la donna che guarda verso l’orizzonte, la donna nelle sue sfaccettature femminili anche corporee, la donna ribelle, la donna ironica, comunque la donna che da vita, che da vita ad un consenso, che si impegna nella politica, la donna che si guarda allo specchio ed è contenta di sé stessa, la donna a 360 gradi…”.

Così ci presenta la donna, protagonista della mostra che resterà aperta ai visitatori fino al prossimo 30 luglio, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 22.00, lunedì escluso, la prof.ssa Maria Grazia Vitobello, presidente dell’associazione di promozione sociale “Centro studi Barletta in rosa”. L’associazione si occupa di “service sociale”, e quindi anche di cultura, “perché ogni manifestazione ha uno sfondo sociale, anche quando si parla soltanto di cultura”, precisa la Vitobello.

L’inaugurazione ha avuto inizio poco dopo le 19.00, con una conferenza introduttiva al piano terra del Palazzo della Marra, conferenza cui hanno preso parte, oltre alla prof.ssa Vitobello, anche Patrizia Mele, Assessore alle politiche istituzionali del Comune di Barletta, in rappresentanza del Sindaco Pasquale Cascella, il Consigliere regionale della Puglia Filippo Caracciolo, il Console generale onorario di Malta, dott. Matteo Bonadies ed infine il prof. Luigi Basile, coordinatore dell’intero progetto.

Un tema molto importante, quello della donna, cui la Regione Puglia dedica molta importanza. La donna è al centro delle attenzioni della Regione Puglia, e lo è fin da quando il Presidente Emiliano ha preso la guida di questa regione, mostrando grande capacità di interpretare il ruolo della donna”, ha dichiarato ai nostri microfoni il Consigliere regionale Filippo Caracciolo, sottolineando come “purtroppo si assiste nelle ultime ore ad episodi piuttosto drammatici. Questi femminicidi dimostrano quanta difficoltà oggi c’è nel contesto lavorativo e soprattutto in quello familiare, perciò bisogna continuare a lavorare affinché la cultura, unitamente alle capacità dell’essere umano, in questo caso la donna, possano essere valorizzate e non demonizzate”.

L’inaugurazione è poi proseguita con il tradizionale taglio del nastro al primo piano del Palazzo della Marra, dove è collocata la mostra, il cui allestimento è stato curato in particolar modo da uno dei 40 artisti, il prof. Paolo Vitali.

L’opera dell’artista di Fano, intitolata “Partigiana morente”, si pone, secondo il suo autore, un po’ “fuori corrente”, nel senso che “quando si parla di partigiani si tende di solito a parlare al maschile”. La donna è al più citata, poiché “ancora non si è chiarito il vero ruolo della partigiana, che è altrettanto importante, pari a quello del maschio. La storia ha preferito il maschio. Io allora faccio una piccola operazione inversa: ho dipinto una figura informe, orribile, che non ha niente di donna e attendo che questa forma informe prenda un vero significato, prenda una forma ben precisa, ossia si dica che la donna ha avuto un ruolo non secondario, che è stato negato e che io nel mio piccolo ho tentato di recuperare”.

Tra gli espositori anche lo scultore Paolo Desario, autore dell’opera “Mistero”, caratterizzata da “una figura alata, che sembra quasi stia scendendo, con l’inarcamento del corpo, potrebbe dare anche un significato di attesa, un angelo che annuncia il nuovo arrivato”.

In definitiva un evento unico, che riflette il bisogno di sensibilità e di amore delle donne, sempre alla ricerca dell’equilibrio interiore, riportando le parole della presidente del Centro Studi, nel suo discorso introduttivo.

Il ringraziamento più sentito non può che andare ai 40 artisti, “anima della mostra”, che con le loro opere, 30 esemplari di arte pittorica e 10 di arte scultorea, hanno dato forma alla “Donna fonte di vita”.

A cura di Guido Romano Vista

 

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